La Polizia Scientifica si racconta con la mostra “Frammenti di Storia” dal 13 al 17 settembre presso l’Ex Ospedale di San Rocco

La Questura di Matera inaugura il 13 settembre, presso l’Ex Ospedale di San Rocco, la mostra fotografica “Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica” per raccontare gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la storia d’Italia negli ultimi cento anni.

La mostra è itinerante e rappresenta il lavoro svolto dalla Polizia Scientifica attraverso la raccolta di documenti, racconti e immagini. Stragi, omicidi, personaggi e fatti saranno svelati al grande pubblico lungo le pareti di una galleria che per l’occasione esporrà affascinanti, ma anche cruente, testimonianze storiche. Si potranno guardare le impronte di un inedito Benito Mussolini, non calvo ma con i capelli, oppure il cartellino foto segnaletico di un giovane antifascista Sandro Pertini, i “pizzini” di Bernardo Provenzano, il conflitto a fuoco e la morte del terrorista di Berlino Amis Amri, il sequestro di Aldo Moro, le stragi di Capaci e di via D’Amelio e tanto altro.

Alla cerimonia di apertura di venerdì 13 settembre alle ore 11.30, presso l’Ex Ospedale di San Rocco, parteciperanno il direttore centrale della Polizia di Stato, Francesco Messina, il direttore del servizio di Polizia Scientifica, Luigi Rinella, il questore di Matera, Luigi Liguori alla presenza delle massime autorità locali.

Contemporaneamente alla mostra, nella adiacente piazza San Giovanni, sarà allestito un gazebo dove sarà esposto il “Forensic Fullback”, di cui la Polizia Scientifica si è recentemente dotata per rendere esecutive specifiche attività di esami della scena del crimine. Infine, oltre alla mostra e al gazebo, nella centralissima piazza Vittorio Veneto, sarà possibile visitare il “Moving Lab” (laboratorio mobile) dotato di sistemi all’avanguardia per svolgere attività investigative di tipo scientifico.

La mostra sarà impreziosita dal catalogo fotografico con le immagini su episodi accaduti a Matera negli ultimi sessant’anni, quali per esempio il furto degli affreschi rupestri e il loro ritrovamento avvenuto nel 1962 oppure la visita pastorale di San Giovanni Paolo II del 1991.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 17 settembre.