Matera: a lezione di universi con l’astrofisico Roberto Buonanno

Entra sempre più nel vivo la Scuola nazionale estiva di Astronomia organizzata a Matera dalla Società Astronomica Italiana Sait, Miur e in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica l’Inaf. Grazie alla consolidata collaborazione con Inaf e Sait, Openet ha inserito l’importante appuntamento, all’interno delle attività svolte dalla Space Academy di SPARKme, l’acceleratore d’impresa dedicato a innovatori e startup che intendono avviare iniziative in ambito Space Economy. Tra laboratori didattici svolti in aula, ieri in serata i ragazzi della Scuola hanno incontrato la città nel primo dei due eventi aperti al pubblico, partecipando ad una conferenza del professor Roberto Buonanno, docente all’Università di Roma Tor Vergata, dal titolo “Un Universo di Universi”. Di seguito la sintesi delle sue teorie. Guardo e osservo e cerco di capire come è fatto l’universo. Una volta osservato, conoscendo le leggi della fisica matematica e chimica le applico e costruisco un modello teorico quindi un modello interpretativo, ad es il modello del Big Bang. Se il modello è giusto questo significa che prevede alcune cose e migliorando le tecnologie le riesco a vedere. Se osservo delle cose diverse che non mi aspetto es. cose diverse imbarazzanti, allora devo osservare meglio o costruire modelli migliori. Preso atto di questo, possiamo dire che tra i tanti tipi di universi possibili quello che osserviamo è quello tra i tanti, che meglio si adatta a noi. Questo quindi non esclude che ci sono altri diversi, per cui il nostro potrebbe essere non l’universo ma uno dei tanti possibili quindi saremmo in un multiuniverso. Il problema vero è che questi multiuniversi sarebbero tra loro incomunicabili e quindi questo tipo di teoria è molto speculativo e richiede molto studio ulteriore. Al termine della conferenza, spettacolare la visione del cielo stellato ricostruita all’interno del planetario, messo a disposizione dalla Scuola e allestito da Openet, Agatino Rifatto, direttore della Scuola, ha spiegato al numeroso pubblico presente, il significato e le funzioni del planetario stesso. In particolare in circa 20 minuti, è stato fatto vedere il cielo della notte, un viaggio interplanetario tra i pianeti giganti del sistema solare ed i loro satelliti.